La rana lo diceva sempre che nel fango si sta bene, perché il fango è ricco di minerali alla vaniglia, che me lo ha fatto fare di uscire dalla placenta della mia vita per andare a fanculo per il mondo? A me sto mondo non piace non lo vedo ergonomico come una cucina ikea, è fatto male. Gli elettrodomestici del mondo sono ancestrali io li voglio più comodi, poi voglio tempo per leggere cazzo non c’è tempo…
No sto mondo a misurino di scemità non mi va’ ne creerò uno a misura mia un microcosmo caramellato dove nessuno entra se non supera un test.
Sarà un test semplice di cucina, perché se entra una persona deve amare la cucina.
Ma tutto il resto è noia sarcasmo e derisione tre comunioni della società la fantastica società in cui muorirò perirò. Solo il migliore vince ma io non son mai stato il migliore è una fatica che non so correre né vorrei mai, è molto più semplice ed affascinante stare coi desaparecidos i belli e vincenti mi annoia sempre a vantarsi, fra gli sfigati non ci si vanta mai. Si potrebbe piangere insieme a volte penso, ma poi perché dovrei mischiare le mie lacrime con le vostre?
Le mie son mie, i panni sporchi li lavo in casa e se anche li lavassi fuori li stenderei sempre io. Odio la gente che stende male checcazzo poi è tutto stropicciato… si lo so colpa dei mie genitori con le loro fisse dell’ordine.
Odio la gente che mangia per vivere, per lo meno non venirmi ad indicare la via verso la bulimia. Io vivo per mangiare adoro mangiare e bere bere tanto bere per dimenticare 10 minuti, si bere è affascinante il vino mi riempie la bocca e il cuore mentre un amaro me la distrugge per sempre. sono le due fasi della cena.
Ho smesso di fumare perché fumare non mi interessava era solo un costoso passatempo come il golf fumerò sigari cubani magari un giorno per godermi appieno un pranzo, cazzo ma la pipa?ma vedremo preferisco il sigaro meno manutenzione però anche la pipa coi suoi tempi mi attira…
Devo pulire casa prima che la polvere mi sfratti.
venerdì 10 aprile 2009
lunedì 23 marzo 2009
my only friend
Brucia nella stanza un incenso che sa’ un po’ di fine…
Vorrei sentire il suono di “the end” dei Doors…
Vorrei aver un amico con cui acoltarla,
ma li ho distanziati tutti
si “the end” è la canzone giusta,
li ho sempre odiati i Doors con questo alone magico che non si meritano più di altri grandi gruppi
ma avevo bisogno di suoni sporchi stasera
la pulizia dei pink floyd non avrebbe scalfito nulla.
Una lama sottile e tagliente con un coltello per pulire il pesce,
deve affondare lentamente nei ricordi.
Forse domani mi sveglierò felice come al ritmo di “baba o’riley”,
non lo spero nemmeno,cosa mi può dare?
Falsi positivi, così spaventosi per lo statistico, lo diverranno anche per me,
lo spererei, così non si va da nessuna parte…
ma lo sento il suono… ora son tranquillo.
This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end
Dormirò non so come né dove ma dormirò per ora mi basta…
Vorrei sentire il suono di “the end” dei Doors…
Vorrei aver un amico con cui acoltarla,
ma li ho distanziati tutti
si “the end” è la canzone giusta,
li ho sempre odiati i Doors con questo alone magico che non si meritano più di altri grandi gruppi
ma avevo bisogno di suoni sporchi stasera
la pulizia dei pink floyd non avrebbe scalfito nulla.
Una lama sottile e tagliente con un coltello per pulire il pesce,
deve affondare lentamente nei ricordi.
Forse domani mi sveglierò felice come al ritmo di “baba o’riley”,
non lo spero nemmeno,cosa mi può dare?
Falsi positivi, così spaventosi per lo statistico, lo diverranno anche per me,
lo spererei, così non si va da nessuna parte…
ma lo sento il suono… ora son tranquillo.
This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end
Dormirò non so come né dove ma dormirò per ora mi basta…
domenica 8 febbraio 2009
io non indico
mi dispiace Maroni ma io non denuncerò mai nessuno.
Il mestiere del medico non è giudicare non è condannare, è curare.
Ho scelto medicina per curare e non per condannare; userò le mie dita per curare non per indicare, voglio che il dito più lungo della mia mano rimanga il medio e non l'indice -per citare De Andrè-.
Il mestiere del medico non fa distinzioni noi curiamo la vittima come il boia.
Come si può pretendere questo?E poi perchè proprio negare a chi ha bisogno le cure, perchè si sa che se i clandestini verranno condannati dai medici non verranno più a curarsi in ospedale, andranno in quelle cliniche clandestine e il rischio di epidemia non potrà non aumentare.
Ma loro nel cervello hanno evidentemente letame, e io non posso fare quello che mi si dice, se quello che mi si dice è così stupido.
Io non lo farò mai. L'etica medica è composta anche dal segreto professionale.
Il mestiere del medico non è giudicare non è condannare, è curare.
Ho scelto medicina per curare e non per condannare; userò le mie dita per curare non per indicare, voglio che il dito più lungo della mia mano rimanga il medio e non l'indice -per citare De Andrè-.
Il mestiere del medico non fa distinzioni noi curiamo la vittima come il boia.
Come si può pretendere questo?E poi perchè proprio negare a chi ha bisogno le cure, perchè si sa che se i clandestini verranno condannati dai medici non verranno più a curarsi in ospedale, andranno in quelle cliniche clandestine e il rischio di epidemia non potrà non aumentare.
Ma loro nel cervello hanno evidentemente letame, e io non posso fare quello che mi si dice, se quello che mi si dice è così stupido.
Io non lo farò mai. L'etica medica è composta anche dal segreto professionale.
domenica 25 gennaio 2009
Argini saltano il fiume in piena non ha pietà.

Giustamente direi, non si può fermare l’acqua lei deve fluire passare non si può fermare. I pesci devono vivere, che cazzo, mica li si può imbrigliare con l’acqua.
Ma come l’acqua si e i pesci no?no tutti e due sicuramente,ma si accetta sempre il compromesso storico,anche se non si dovrebbe.e allora come due coinquilini che si sopportano a malapena decidiamo di sentire solo i bisogni dei pesci e non quelli dell’acqua.
Ma ci si sbaglia ooooh se ci si sbaglia!i compromessi valgono nelle coppie ad alta esplosività come plastico PE4 per la precisione…
Sono stufo dei compromessi lo è anche l’acqua, bisogna lasciarla andare se no poi fa disastri e si incazzano pure i pesci;diamo voce a chi non ce l’ha.
E se dobbiamo negarci due campi da calcio suvvia neghiamoceli ;qualche bambino romperà più vetri qualche vecchia lo rincorrerà e facendo moto eviterà di qualche secondo la sua embolia stitica di valori.
E scriviamo felicemente poemetti e poesie foscoliane su Zacinto e il mare greco, anche se abbiamo solo fiumi o rigagnoli,nessuno pretende poesie sublimi bastano poche righe sifilitiche e i pesci avranno voce:e poi la soddisfazione la vuoi mettere?quando un fiume ti saluta mentre passi in auto, ti accarezza e gioca coi suoi spruzzi…
Ragazzi non pisciate nei fiumi non è piacevole per loro.
venerdì 23 gennaio 2009
La betoniera estetica.
Da piccolo le chiamavo “betomiere”, perché mi suonava meglio. Poi qualcuno, con mio grande disappunto, mi ha fatto notare che c’era la enne e non la emme; poco importa, per me restano con la M anche se, per amor d’ortografia e materna lingua, il titolo ha la N.
In questa personale betoniera cerchiamo (e mettiamo all’interno di un allegro insieme rotante, come quelli che si facevano alle scuole elementari con temperini e matite appuntite) di mischiare salumi e formaggi, viaggi e miraggi, calzature in pelle e pellicani in calzamaglia. Non è un arnese comunicativo, questo; no, mi dispiace. È piuttosto un esempio(mal riuscito…e mal riuscirà, povero me) di “fine a se stesso” e di “fine che non giustifica i mezzi”(questo giammai.), diciamo di “finalità posticipata e postuma”, “finale di partita” o “finalmente a casa”.
Potremmo usare un tritatutto, però l’amalgama ne risentirebbe senza un po’d’olio(e qui mi rimetto a correzioni di cuochi e artisti dei fornelli); oppure una lavatrice, però vuoi mettere che palle tutto quel candore residuo…Ok, una lavatrice piena di liquami. Ma che schifo, chi se la metterebbe in casa?
No no, meglio la “beto”, con le decalcomanie anni’80 attaccate sulla carrozzeria schizzata di cemento mummificato, monumento vivente (vive, e lotta insieme a noi, checchè se ne dica…) all’italia che spende e spande e costruisce e punta tutto sul mattone (che senza cemento è un orfanello stizzito). Alè, forza azzurri (mi sento in colpa; il biscione ha pure fottuto il colore alla nazionale, oltre al grido nazionalpopolare di “forza…..!”…maledetto.)
La Beto che è una poesia, che è come la Lollo o la Sofia, che dovrebbe essere mitizzata come la vespa o la cinquecento o il maggiolone…anzi, di più! È più di un mezzo di trasporto (cazzo, se ti ci metti dentro e la fai girare è come esser su uno shuttle), è uno stile di vita (ma questo lo dicono (non dell’amata mia beto) già i vespisti e i cinquecentisti e pure i maggiolinisti…), è un non-stile (questo va già meglio), è un piacere per gli occhi e per le orecchie…il rumore dell’accensione, come sgasa il motorino che dà il “LA” alla rotatoria perenne, piccolo astro celeste confinato sulla terra.
La betoniera è poi quella che ha battezzato uno dei più grandi calciatori di sempre…be-beto, astro brasiliano cresciuto in un cantiere edile di Salvador de Bahia ipnotizzato da quel cerchio che rigurgitava sputi grigi.
È l’eroina (leggasi eroe femmina) dei tempi moderni, l’aggeggio futurista che è comparso quando i futuristi erano già passati (e passato). È l’arte per l’arte, ma è pure arte utile (ed anche inutile se, come me, non hai la più pallida idea di come si metta in moto). E’……
….Ma qualcosa si affaccia all’orizzonte…un’ombra lunga e ruggente….cazzo….è arrivato il BETONCAR!!!
sig. Beavis
In questa personale betoniera cerchiamo (e mettiamo all’interno di un allegro insieme rotante, come quelli che si facevano alle scuole elementari con temperini e matite appuntite) di mischiare salumi e formaggi, viaggi e miraggi, calzature in pelle e pellicani in calzamaglia. Non è un arnese comunicativo, questo; no, mi dispiace. È piuttosto un esempio(mal riuscito…e mal riuscirà, povero me) di “fine a se stesso” e di “fine che non giustifica i mezzi”(questo giammai.), diciamo di “finalità posticipata e postuma”, “finale di partita” o “finalmente a casa”.
Potremmo usare un tritatutto, però l’amalgama ne risentirebbe senza un po’d’olio(e qui mi rimetto a correzioni di cuochi e artisti dei fornelli); oppure una lavatrice, però vuoi mettere che palle tutto quel candore residuo…Ok, una lavatrice piena di liquami. Ma che schifo, chi se la metterebbe in casa?
No no, meglio la “beto”, con le decalcomanie anni’80 attaccate sulla carrozzeria schizzata di cemento mummificato, monumento vivente (vive, e lotta insieme a noi, checchè se ne dica…) all’italia che spende e spande e costruisce e punta tutto sul mattone (che senza cemento è un orfanello stizzito). Alè, forza azzurri (mi sento in colpa; il biscione ha pure fottuto il colore alla nazionale, oltre al grido nazionalpopolare di “forza…..!”…maledetto.)
La Beto che è una poesia, che è come la Lollo o la Sofia, che dovrebbe essere mitizzata come la vespa o la cinquecento o il maggiolone…anzi, di più! È più di un mezzo di trasporto (cazzo, se ti ci metti dentro e la fai girare è come esser su uno shuttle), è uno stile di vita (ma questo lo dicono (non dell’amata mia beto) già i vespisti e i cinquecentisti e pure i maggiolinisti…), è un non-stile (questo va già meglio), è un piacere per gli occhi e per le orecchie…il rumore dell’accensione, come sgasa il motorino che dà il “LA” alla rotatoria perenne, piccolo astro celeste confinato sulla terra.
La betoniera è poi quella che ha battezzato uno dei più grandi calciatori di sempre…be-beto, astro brasiliano cresciuto in un cantiere edile di Salvador de Bahia ipnotizzato da quel cerchio che rigurgitava sputi grigi.
È l’eroina (leggasi eroe femmina) dei tempi moderni, l’aggeggio futurista che è comparso quando i futuristi erano già passati (e passato). È l’arte per l’arte, ma è pure arte utile (ed anche inutile se, come me, non hai la più pallida idea di come si metta in moto). E’……
….Ma qualcosa si affaccia all’orizzonte…un’ombra lunga e ruggente….cazzo….è arrivato il BETONCAR!!!
sig. Beavis
giovedì 22 gennaio 2009
post pranzum
La stanza aveva un aspetto strano di ordine e polvere da non vissuta da tempo, ma io ci vivevo in quella stanza ci respiravo e starnutivo più e più volte al giorno. com’è possibile questa arcana sensazione?
Che io sia morto?no questo no…che io non viva?ne dubito.
Ma allora perché?puzza di chiuso la apro…non cambia accidenti non cambia.perchè?
Cambio stanza che fosse solo la mia mente annebbiata da troppe paranoie?vado in cucina mi faccio un caffè.la tazzina non è impolverata buon segno anche se solitamente lo bevo nel bicchiere.
Strani animali popolano la mia testa in questo momento. Cerbero sostiene a gran voce che non è sano pensare troppo sarebbe molto meglio veleggiare.
Rintintin invece si fa sospettoso e taciturno, mugugna frasi strane che in cagnesco non son nemmeno sguardi.
Poi mi sveglio accidenti era il sonnellino pomeridiano, la penniche post pranzo.però la stanza puzza di stantio la apro e esco non vorrei che il sogno si avverasse.
Che io sia morto?no questo no…che io non viva?ne dubito.
Ma allora perché?puzza di chiuso la apro…non cambia accidenti non cambia.perchè?
Cambio stanza che fosse solo la mia mente annebbiata da troppe paranoie?vado in cucina mi faccio un caffè.la tazzina non è impolverata buon segno anche se solitamente lo bevo nel bicchiere.
Strani animali popolano la mia testa in questo momento. Cerbero sostiene a gran voce che non è sano pensare troppo sarebbe molto meglio veleggiare.
Rintintin invece si fa sospettoso e taciturno, mugugna frasi strane che in cagnesco non son nemmeno sguardi.
Poi mi sveglio accidenti era il sonnellino pomeridiano, la penniche post pranzo.però la stanza puzza di stantio la apro e esco non vorrei che il sogno si avverasse.
mercoledì 21 gennaio 2009
Basta Piccioni

Stamattina mi alzo e come sempre dò un'occhiata al sito della Repubblica giusto per sapere cosa accade nel mondo, rimango esterefatto nel vedere la faccia di un insulso e inutile cantante(spero non si voglia definire cantautore...)di piccioni e bambini sordomuti.
vado a vedere l'articolo e ne rimango spiacevolmente impressionato per vari motivi...
1. va di nuovo a Sanremo...(che scadimento...)
2. una canzone sull'omosessualità...
leggo e la canzone si chiama "Luca era gay"; allora mi informo e scopro che la canzone racconta di un povero bimbo sensibile i cui genitori avevan divorziato cresciuto da una famiglia tutta al femminile che incontra un uomo più anziano se ne innamora conosce il sesso etc etc...finchè non incontra una donna e guarisce da questa grave e apparentemente incurabile malattia che è l'omosessualità.
ma no che cattivo che sono, il Povia smentisce che lui la consideri una malattia, anzi ammette che sia addirittura autobiografica questa canzone.
mi son venuti dei dubbi.divorzio e omosessualità sono da anni due terribili mostri contro cui la chiesa romana si scaglia giustamente contro con i massimi sforzi, dato che si tratta di due piaghe della società ecchecazzo!
vorrei un registro su cui controllare gli iscritti a CL e affini perchè la cosa un po' mi puzza, dj francesco super tatuato etc è un ciellino convinto e le canzoni son quel che sono, Povia fa cagare uguale, non vorrei che il lancio di entrambi fosse-CHEMALPENSANTESCHIFOSOCHESONO...- un po' sponsorizzato...
se così fosse vorrei rinascere in ghana dove per altro per la prima volta in africa lo sconfitto alle elezioni ha ammesso la sconfitta pubblicamente e non si son ammazzati le opposte fazioni..tra poco ci supereranno pure loro...ahimè.
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