domenica 25 gennaio 2009

Argini saltano il fiume in piena non ha pietà.



Giustamente direi, non si può fermare l’acqua lei deve fluire passare non si può fermare. I pesci devono vivere, che cazzo, mica li si può imbrigliare con l’acqua.
Ma come l’acqua si e i pesci no?no tutti e due sicuramente,ma si accetta sempre il compromesso storico,anche se non si dovrebbe.e allora come due coinquilini che si sopportano a malapena decidiamo di sentire solo i bisogni dei pesci e non quelli dell’acqua.
Ma ci si sbaglia ooooh se ci si sbaglia!i compromessi valgono nelle coppie ad alta esplosività come plastico PE4 per la precisione…
Sono stufo dei compromessi lo è anche l’acqua, bisogna lasciarla andare se no poi fa disastri e si incazzano pure i pesci;diamo voce a chi non ce l’ha.
E se dobbiamo negarci due campi da calcio suvvia neghiamoceli ;qualche bambino romperà più vetri qualche vecchia lo rincorrerà e facendo moto eviterà di qualche secondo la sua embolia stitica di valori.
E scriviamo felicemente poemetti e poesie foscoliane su Zacinto e il mare greco, anche se abbiamo solo fiumi o rigagnoli,nessuno pretende poesie sublimi bastano poche righe sifilitiche e i pesci avranno voce:e poi la soddisfazione la vuoi mettere?quando un fiume ti saluta mentre passi in auto, ti accarezza e gioca coi suoi spruzzi…
Ragazzi non pisciate nei fiumi non è piacevole per loro.

venerdì 23 gennaio 2009

La betoniera estetica.

Da piccolo le chiamavo “betomiere”, perché mi suonava meglio. Poi qualcuno, con mio grande disappunto, mi ha fatto notare che c’era la enne e non la emme; poco importa, per me restano con la M anche se, per amor d’ortografia e materna lingua, il titolo ha la N.
In questa personale betoniera cerchiamo (e mettiamo all’interno di un allegro insieme rotante, come quelli che si facevano alle scuole elementari con temperini e matite appuntite) di mischiare salumi e formaggi, viaggi e miraggi, calzature in pelle e pellicani in calzamaglia. Non è un arnese comunicativo, questo; no, mi dispiace. È piuttosto un esempio(mal riuscito…e mal riuscirà, povero me) di “fine a se stesso” e di “fine che non giustifica i mezzi”(questo giammai.), diciamo di “finalità posticipata e postuma”, “finale di partita” o “finalmente a casa”.
Potremmo usare un tritatutto, però l’amalgama ne risentirebbe senza un po’d’olio(e qui mi rimetto a correzioni di cuochi e artisti dei fornelli); oppure una lavatrice, però vuoi mettere che palle tutto quel candore residuo…Ok, una lavatrice piena di liquami. Ma che schifo, chi se la metterebbe in casa?
No no, meglio la “beto”, con le decalcomanie anni’80 attaccate sulla carrozzeria schizzata di cemento mummificato, monumento vivente (vive, e lotta insieme a noi, checchè se ne dica…) all’italia che spende e spande e costruisce e punta tutto sul mattone (che senza cemento è un orfanello stizzito). Alè, forza azzurri (mi sento in colpa; il biscione ha pure fottuto il colore alla nazionale, oltre al grido nazionalpopolare di “forza…..!”…maledetto.)
La Beto che è una poesia, che è come la Lollo o la Sofia, che dovrebbe essere mitizzata come la vespa o la cinquecento o il maggiolone…anzi, di più! È più di un mezzo di trasporto (cazzo, se ti ci metti dentro e la fai girare è come esser su uno shuttle), è uno stile di vita (ma questo lo dicono (non dell’amata mia beto) già i vespisti e i cinquecentisti e pure i maggiolinisti…), è un non-stile (questo va già meglio), è un piacere per gli occhi e per le orecchie…il rumore dell’accensione, come sgasa il motorino che dà il “LA” alla rotatoria perenne, piccolo astro celeste confinato sulla terra.
La betoniera è poi quella che ha battezzato uno dei più grandi calciatori di sempre…be-beto, astro brasiliano cresciuto in un cantiere edile di Salvador de Bahia ipnotizzato da quel cerchio che rigurgitava sputi grigi.
È l’eroina (leggasi eroe femmina) dei tempi moderni, l’aggeggio futurista che è comparso quando i futuristi erano già passati (e passato). È l’arte per l’arte, ma è pure arte utile (ed anche inutile se, come me, non hai la più pallida idea di come si metta in moto). E’……


….Ma qualcosa si affaccia all’orizzonte…un’ombra lunga e ruggente….cazzo….è arrivato il BETONCAR!!!

sig. Beavis

giovedì 22 gennaio 2009

post pranzum

La stanza aveva un aspetto strano di ordine e polvere da non vissuta da tempo, ma io ci vivevo in quella stanza ci respiravo e starnutivo più e più volte al giorno. com’è possibile questa arcana sensazione?
Che io sia morto?no questo no…che io non viva?ne dubito.
Ma allora perché?puzza di chiuso la apro…non cambia accidenti non cambia.perchè?
Cambio stanza che fosse solo la mia mente annebbiata da troppe paranoie?vado in cucina mi faccio un caffè.la tazzina non è impolverata buon segno anche se solitamente lo bevo nel bicchiere.
Strani animali popolano la mia testa in questo momento. Cerbero sostiene a gran voce che non è sano pensare troppo sarebbe molto meglio veleggiare.
Rintintin invece si fa sospettoso e taciturno, mugugna frasi strane che in cagnesco non son nemmeno sguardi.
Poi mi sveglio accidenti era il sonnellino pomeridiano, la penniche post pranzo.però la stanza puzza di stantio la apro e esco non vorrei che il sogno si avverasse.

mercoledì 21 gennaio 2009

Basta Piccioni


Stamattina mi alzo e come sempre dò un'occhiata al sito della Repubblica giusto per sapere cosa accade nel mondo, rimango esterefatto nel vedere la faccia di un insulso e inutile cantante(spero non si voglia definire cantautore...)di piccioni e bambini sordomuti.
vado a vedere l'articolo e ne rimango spiacevolmente impressionato per vari motivi...
1. va di nuovo a Sanremo...(che scadimento...)
2. una canzone sull'omosessualità...
leggo e la canzone si chiama "Luca era gay"; allora mi informo e scopro che la canzone racconta di un povero bimbo sensibile i cui genitori avevan divorziato cresciuto da una famiglia tutta al femminile che incontra un uomo più anziano se ne innamora conosce il sesso etc etc...finchè non incontra una donna e guarisce da questa grave e apparentemente incurabile malattia che è l'omosessualità.
ma no che cattivo che sono, il Povia smentisce che lui la consideri una malattia, anzi ammette che sia addirittura autobiografica questa canzone.

mi son venuti dei dubbi.divorzio e omosessualità sono da anni due terribili mostri contro cui la chiesa romana si scaglia giustamente contro con i massimi sforzi, dato che si tratta di due piaghe della società ecchecazzo!

vorrei un registro su cui controllare gli iscritti a CL e affini perchè la cosa un po' mi puzza, dj francesco super tatuato etc è un ciellino convinto e le canzoni son quel che sono, Povia fa cagare uguale, non vorrei che il lancio di entrambi fosse-CHEMALPENSANTESCHIFOSOCHESONO...- un po' sponsorizzato...

se così fosse vorrei rinascere in ghana dove per altro per la prima volta in africa lo sconfitto alle elezioni ha ammesso la sconfitta pubblicamente e non si son ammazzati le opposte fazioni..tra poco ci supereranno pure loro...ahimè.

mercoledì 7 gennaio 2009

Piombo Fuso e scienze del nulla...

Bene, dopo una lunga e inappropriata latitanza mi sembra giunto il momento di prendere parte anche io a questo strumento che in minima parte ho contribuito a creare.

Chi mi conosce sa di cosa mi occupo, oltre che di Negroni, per chi invece dovrebbe non aver avuto il piacere, posso sostenere che il campo in cui sarei " studiato " sarebbe quell'infinito e molto nebuloso concetto che sono le Relazioni Internazionali.

Infinito perché come è doveroso che sia, tiene sotto il suo ombrello una quantità di discipline innumerabili, che vanno dalla Storia all'Economia, dal Diritto alla Sociologia, dalla Psicologia sociale alla Geografia, dalla Scienza Politica alla Teologia. Nebuloso, perché come giustamente mi fa notare un mio amichetto di merende, sembrerebbe che si parli di tutto per non parlare di nulla…Non ha tutti i torti, anzi molto spesso il nostro studio è auto-referenziale e di difficilissima applicazione pratica.

La necessarietà, se mi passate il termine, del nostro lavoro è però, purtroppo, evidente in determinate contingenze storiche. E questa è una di quelle.

Non voglio essere pedante ma, in questi giorni stiamo, per l'ennesima volta, assistendo al nuovo e non ultimo, purtroppo, capitolo di quello che è una delle più grandi e durature e sanguinose crisi

( termine terribilmente freddo per dire stillicidio di carne umana) che la Storia ricordi. Ma cerchiamo di fare un minimo di luce, almeno dal punto di vista fattuale di ciò che è successo.  

 

Come sapete ben tutti, mi auguro,  è ormai in corso dal 27 di dicembre l'operazione così detta " Piombo fuso "( il nome deriva da un particolare rito durante una festività ebraica), operazione portata avanti dall'esercito israeliano ( chiamato in ebraico Tsahal)  nella striscia di Gaza, tesa a fermare i lanci di razzi di vario tipo sulle città israeliane a ridosso del confine. Per chiarire le motivazioni di tutte le parti, si deve partire da un punto, che, non essendo questo un libro di storia, è la striscia di Gaza.

In primis diciamolo, la striscia di Gaza non è sempre stata palestinese. Almeno per il diritto internazionale ( spesso unico punto d'appoggio che abbiamo a disposizione in certe situazioni ) questo territorio di 350 km quadrati e una popolazione di più 1400000 individui ( un'altissima densità abitativa, 4117 ab./km², per un territorio che non è una città, se si pensa che Torino è sui 7000 ab./km² ), appartiene a Israele dal 1967 ( in precedenza era sotto l'Egitto, persa dopo la guerra dei 6 giorni ) e fino al 1994 è stata governata e gestita dal governo israeliano. Dal 1995 in seguito a un accordo tra israeliani e palestinesi, la striscia passo gradualmente sotto l'autorità palestinese ( l' OLP).

Il processo ebbe termine nel 2005 quando gli israeliani obbligarono ( a volte usando anche la forza ) tutti i coloni di nazionalità israeliana insediatesi negli ultimi 40 anni in quel territorio a lasciare le proprie case, per consentire l'effettività del controllo territoriale da parte palestinese.

Ed è qui che inizia la storia che ci porta a oggi.

Al – Fath, partito palestinese di matrice laico – socialista, prende possesso interamente del territorio. Una serie interminabile di scandali politico-finanziari colpisce il movimento in quegli anni, cosa che, giustamente, indispettisce molto una popolazione già eternamente frustrata dalla mancanza cronica di beni di prima necessità.

Nella tarda primavera del 2007 si tengono le prime elezioni libere, fortemente volute da Israele e gli stati occidentali, e a confrontarsi sono Al – Fath e Ḥarakat al-Muqāwwama al-Islāmiyya meglio conosciuta come Hamas, partito di matrice islamo-radicale che rifiuta il dialogo con Israele, con brigate militari molto preparate e disposte a tutto, ma anche con un sistema di welfare parallelo a quello, disastrato, di Al-Fath molto efficiente e egualitario.

A sorpresa di tutti vince di gran lunga Hamas, ciò provoca una sconcertata e, purtroppo poco lungimirante, reazione da parte israeliana e occidentale, con la chiusura di qualunque dialogo con il nuovo governo della striscia e un pesantissimo embargo imposto a un territorio già poverissimo. Come contropartita a questo Hamas intensifica il lancio di razzi, a piccolissimo potere dirompente e con una gittata limitata a 20 km, sulle città israeliane di confine, causando però danni alle strutture, feriti e, in qualche caso, morti…

Dopo quasi un anno di sostanziale inattività, a marzo 2008 Israele lancia un offensiva massiccia all'interno del territorio di Gaza cercando di bloccare il lancio di questi razzi, la successiva tregua decretata il 1° giugno ha termine a 6 mesi. E qui arriviamo ai giorni nostri. Il 19 dicembre finisce la tregua negoziata a giugno. Immediatamente i lanci da parte di Hamas ripartono, e portano al ferimento di vari civili. La reazione di Israele a quel punto non si fa attendere e colpisce con forza inusitata. Il 27 dicembre gli F-16 israeliani compiono una serie di bombardamenti intensi su obbiettivi "militari " all'interno della striscia di Gaza. E' molto importante specificare il giorno, sabato, in cui è iniziata l'operazione. Come noto il sabato è il giorno di festa per gli ebrei ed è molto più sentito che da noi, c'è infatti il divieto assoluto di compiere qualunque azione materiale. Proprio per questo, la popolazione palestinese, che si aspettava un attacco, aveva escluso quel giorno dai possibili, lasciando quindi scuole aperte e nessuno degli strumenti per diminuire il numero di vittime durante attacchi di questo tipo attivato. Il bilancio come sappiamo tutti è disastroso, il primo giorno cadono sotto le bombe israeliane circa 280 persone e ne vengono ferite 600, un bilancio che è altissimo per un solo giorno di bombardamenti.

Il numero sarà destinato ad aumentare, con la seguente emergenza umanitaria che bombardamenti di questo tipo creano.

Dopo 12 giorni di bombardamento il bilancio sembra essersi attestato su un 635 vittime, di cui quasi un sesto sotto i 16 anni.

Notizia odierna è quella di una apertura al dialogo mediata da parte di Egitto e Francia ( encomiabile le sforzo di Sarkozy in questi 12 giorni, che lascia molto da dire su quello che invece il governo italiano, interlocutore in passato valido,  nello schifo, si è termine forte, ma reale, in cui si trova sia riuscito a fare), e di una conseguente tregua di tre ore al giorno per far passare un minimo di aiuti umanitari e di soccorso per la popolazione stremata.

 

Quale e quando sarà la soluzione a ciò?

C'è da sperare, come storia insegna, che per ora la crisi sia giunta a una parziale conclusione, se i colloqui andranno a buon fine ( cioè nessuna delle parti lascerà il tavolo prima di giungere a un accordo ) che la situazione torni a come era prima del 19 dicembre, ovvero con una tregua a termine concordata dalle parti. Ma questa non è una soluzione. E' un creare tempo dove tempo non c'è, è sostanzialmente passare la palla a qualcun altro in altro momento. Che sia Barack Obama, che sia il nuovo governo israeliano ( a breve ci saranno le elezioni generali ) o che sia un attore terzo che debba ancora fare la sua comparsa, no mi è dato saperlo…

Il concetto che voglio però qui sottolineare, oltre alla penso comune ma poco utile indignazione per il numero di civili morti in tutto ciò, è che finchè non si sceglierà consciamente da parte di entrambe le parti di accettare l'altro ( Hamas in primis rifiuta di considerare Israele come stato, e, viceversa, Hamas è solo un movimento terroristico per Israele) nella sua legittimazione internazionale ( per Israele) e democratica ( Hamas ) non si raggiungerà mai un accordo, anzi si acutizzerà sempre più lo scontro e si favorirà la formazione di movimenti estremisti ancor più feroci di quanto non sia già la stessa Hamas.

 

Bene, ora il pippone è stato sistemato, partendo da questa premessa lunghissima ma a mio parere doverosa, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, e se eventualmente avete domande commenti correzioni da fare…

Grazie, se l'avete avuta, dell'attenzione.